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Verso la "Rus"!

I pezzi di Nishapur 

                        I pezzi di Nishapur

Gli scacchi dalla Persia si diffusero verso le grandi pianure del bassopiano russo almeno fin dall’Ottavo o dal Nono secolo o forse già dal Quinto o dal Sesto. Presumibilmente il gioco arrivò lungo le principali vie commerciali superando il Caucaso fra il Mar Caspio e il Mar Nero e passando anche più ad est tra il Caspio e il lago Aral. Vi sono fondati indizi che portano a ritenere che la trasformazione degli scacchi dal Chaturanga al Shatranj sia avvenuta nelle regioni meridionali della Russia.

Le ipotesi di un arrivo del gioco all’epoca delle invasioni tataro - mongole del tredicesimo secolo, o perfino dall’Europa Occidentale, sono invece naufragate con il progredire dei lavori degli archeologi sovietici dopo la seconda guerra mondiale, che hanno portato a numerose scoperte di antichi pezzi di scacchi in tutta la vecchia Russia.

D’altra parte pezzi, talvolta di una bellezza straordinaria, sono stati trovati anche nell’ex Asia Centrale sovietica, in particolare nella valle di Fergana, situata ad est di Samarcanda e a sud di Taskent, databili al Sesto o al Settimo secolo.

Nelle byline (le “chansons de geste” russe) consacrate a Sadko e a Ilja Muromec gli scacchi sono già menzionati. E scacchiere e pezzi di scacchi sono stati ritrovati in abbondanza negli scavi archeologici di Kiev, di Novgorod, in Bieloussia e nei dintorni di Mosca: nel mondo della “Rus” di Kiev gli scacchi erano un gioco diffuso in tutte le classi sociali.

Sono molto interessanti i nomi dei pezzi in russo, rimasti sostanzialmente inalterati fino ad oggi: il Re si chiamò "Karol" o "Czar", con il secondo che proviene, com’è noto da Caesar, e il primo da Carlo Magno. Il contadino/soldato divenne “pieska”. Il Cavaliere "Kon", cioè Cavallo; l'Elefante mantenne il suo nome, semplicemente tradotto in russo: "Slon", e rimase anche il Consigliere, con il suo nome "Farzin" divenuto "Fers". Già nel primo manuale di scacchi russo, stampato nel 1821, Ivan Aleksandrovic Butrimov scrisse: “Questo antico nome, ferz’, è stato conservato solo in Russia: in tutte le altre lingue europee viene chiamato regina”. Da questa osservazione lo scacchista pietroburghese non trasse conclusioni esplicite, ma sottolineò una forte prova di tipo filologico a favore dell’arrivo degli scacchi in Russia direttamente dalla Persia.

Un altro pezzo ha un nome singolare in russo: il carro da guerra o da trasporto era poco usato nella Russia dei principi Variaghi, il nome russo dei Vichinghi. Era un mondo d'acqua, nel quale d’inverno si correva sulle slitte e nella “bella stagione” si viaggiava dalle rive del mar Baltico, risalendo i fiumi, e poi scendendo lungo i fiumi del versante opposto fino al Mar Nero o al Mar Caspio: così il Rukh divenne "Ladja", cioè barca!

Novgorod: Torre del XIII secolo (3 cm) Kiev: Re del XII secolo (3 cm) Suzdal: Re del XII secolo (4,2 cm)