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I grandi giocatori arabi

Quale livello di gioco possedevano i migliori giocatori arabi?

Molto alto, sulla base dei lavori che ci sono pervenuti. Il loro più celebre campione As-Suli, nato nell’880, che era anche un letterato e un importante storico, autore delle “Cronache degli Abbasidi”, scrisse importanti trattati di scacchi con partite e problemi (i “Mansubat”).

Fu così celebre che, dopo la sua morte nel 946, si disse per circa sei secoli “Tu giochi come As-Suli” per testimoniare la proprio stima verso un forte giocatore! Il califfo ar-Radi, di cui As-Suli era stato precettore, osservò: “Contemplare As-Suli mentre gioca a scacchi è uno spettacolo più bello che contemplare i fiori del mio giardino!”.

Studiando le analisi di As-Suli arrivateci, il grande maestro moscovita Jurij Averbach ha dimostrato che il grande campione arabo non avrebbe mai potuto dare le varianti principali di alcuni finali di Re e Fers contro Re e Fers nelle sue pubblicazioni scacchistiche, senza una comprensione dei finali simile alla “teoria delle case critiche”, il complesso sistema di tipo matematico per i finali di soli pedoni, elaborato agli inizi del ventesimo secolo da alcuni grandi teorici, fra i quali brilla il nome dell’italiano Rinaldo Bianchetti (1882-1963).

As-Suli fu il più celebre maestro di shatranj, ma la storia scacchistica annovera altri celebri campioni come nel Nono secolo Al-Adli ar-Rumi e il suo principale avversario Ar-Razi, autore di un libro “Eleganza degli scacchi” purtroppo andato perduto. In un match giocato davanti al califfo Mutawakki (847-862) Ar-Razi batté Al-Adli; forse anche per questo As-Suli lo considerava il più grande dei suoi predecessori.