Scacchi a Venezia Chess in Venice Schach im Venedig Шахматы в Венеции
     

Ernesto Hellmann

Ernesto Hellmann nacque a Venezia il 9 novembre 1898. Apprese il gioco dal padre a 16 anni, ma solo all’inizio della prima guerra mondiale, trovandosi al fronte come ufficiale di complemento, cominciò a giocare. Trasferito a Bologna conobbe il grande problemista ferrarese Arturo Carrà, che divenne il suo primo maestro. Congedato, come invalido di guerra nell’autunno 1920, tornò a Venezia e divenne segretario del neonato Circolo Scacchistico Veneziano, incarico che mantenne con impegno e passione per lunghi anni.

Nel torneo magistrale di Milano del 1922 arrivò quarto con 8 punti su 13 e nel torneo magistrale di Foligno del 1924, arrivando secondo alla pari con 6,5 punti su 9 assieme a Monticelli e Sacconi, ottenne una meritatissima promozione a maestro.

Alle olimpiadi di L’Aja 1928 ottenne 4 punti su 8 in quarta scacchiera e una vittoria sullo svedese Stahlberg, futuro grande maestro.

E. Hellmann – G. Stahlberg (Gambetto From A02)

1. f4 e5 2. fxe5 d6 3. exd6 Axd6 4. Cf3 g5 5. g3! (Anticipando l’innovazione di Larsen, nella sua partita con Zuidema a Beverwijk nel 1964, di 36 anni!) 5... h5 6. d4 g4 7. Ch4 Ae7 8. Cg2 h4 9. Af4 Af5 10. Cc3 hxg3 11. Axg3 Cf6 12. Cf4 Ce4 13. Cxe4 Axe4 14. Ag2 Axg2 15. Cxg2 Dd5 16. Tg1 Cc6 17. Axc7 Tc8 (Migliore 17... Dxd4 18. Dxd4 Cxd4 19. Rd2 Cxc2) 18. Ag3 Db5 (Migliore 18... Dxd4) 19. Tb1 Da5+ 20. c3 Dxa2 21. Tf1 Dd5 22. Ce3 Dd7 23. Db3 Cd8 24. Cf5 Tc6 25. Ta1 a6 26. e4 b5 27. Rf2 Ce6 28. Rg2 (Ma non 28. d5 Cc5 29. dxc6 per 29… Dd2+) 28... Cg5 29. Tf4 Rf8 30. Taf1 Tc4 31. Ce3 Tc6 32. Txf7+ Re8 33. T1f5 Cxf7 34. Dxf7+ Rd8 35. Td5 Ad6 36. Df6+ e il nero abbndonò.

L’anno successivo, nel primo torneo internazionale di Venezia, ottenne il suo maggiore successo: terzo-quarto con 7,5 su 11 e primo degli italiani, con una bella vittoria sul ceco Rejfir.

J. Rejfir – E. Hellmann (Difesa Olandese A10)

1. c4 f5 2. Cc3 Cf6 3. Cf3 b6 4. Dc2 Ab7 (Un discutibile sacrificio di pedone alla Hellmann!) 5. Dxf5 e6 6. Dc2 c5 7. e3 Cc6 8. d4?! (8. a3! avrebbe bloccato subito il controgioco) 8... Cb4 9. Db3 Axf3 10. gxf3 cxd4 11. exd4 Cc6 12. Ae3 Tc8 13. Tc1 Ad6 14. Db5 e5! (Impedisce alla donna avversaria di passare sull’ala di re) 15. c5 bxc5 16. dxc5 Tb8 17. De2 Ac7 18. a3 O-O 19. Dc4+ Rh8 20. b4 Te8 21. Ce4 (Parando la minaccia di e5-e4 e Ce5) 21... De7 22. Td1? (Spontanea ma imprecisa; migliore 22. Ae2 preparando l’arrocco) 22... Cd4! 23. Axd4 exd4 24. Txd4 d5 25. Txd5 (25. cxd6 Axd6) 25... Cxd5 26. Dxd5 Tbd8 27. Dc4?! (Una perdita di tempo) 27... Df6! 28. Db3 Da1+ 29. Re2 Af4! 30. Dc2 Dxa3! (Più forte di 30… Td2+) 31. Ag2 Da6+ 32. Re1 Td3 33. Db2 Ta3 34. b5 Da5+ 35. Rd1 Da4+ 36. Re1 Ta1+ 37. Re2 Dc4#

Benché dal 1932 il suo stato di salute cominciasse a declinare continuò a giocare con energia, ma la sua classe emergeva più in singole partite che nel complesso dei tornei.

Per esempio nel campionato italiano del 1947 non superò, con 3 punti su 5 il girone eliminatorio, ma batté nell’incontro diretto il futuro vincitore della gara, Vincenzo Castaldi, con una bellissima partita d’attacco.

E. Hellmann – V. Castaldi (Indiana di Donna A47)

1. d4 Cf6 2. Cf3 b6 3. g3 Ab7 4. Ag2 c5 5. dxc5 (Preferibile l’alternativa 5. O-O cxd4 6. Dxd4) 5... bxc5 6. O-O g6 7. Cc3?! (Migliore 7. c4, ma come scrisse Stalda, “Hellmann se ne infischia altamente della teoria e tratta tutte le aperture in modo del tutto personale anche se discutibile) 7... Ag7 8. Cg5 Axg2 (Se 8... d5 9. e4! e se 9… d4 10. e5!) 9. Rxg2 d6 10. f4! O-O 11. f5 Cbd7 12. fxg6 hxg6 13. Tf4 Tb8 14. Th4 Tb4 15. e4 Da8 16. Rg1 Ce5 17. a3 Td4 (Era migliore 17... Tb7! 18. Df1 Dc8! impedendo Dh3) 18. Df1! d5 19. Af4! Cxe4 20. Ccxe4 dxe4 21. Axe5 Axe5 22. Dh3 Dc8 (Perde anche 22... Tfd8 per 23. Th8+ Rg7 24. Dh7+ Rf6 25. Tf1+ Af4 26. Dxf7+ Re5 27. De6#) 23. Th8+ Rg7 24. Dh7+ Rf6 25. Tf1+ Af4 26. Txf4+ Re5 27. Dg7+ Rd6 28. Txf8 Td1+ 29. Rf2 Td2+ 30. Re1 e il nero abbandonò.

Nel campionato italiano del 1948 ottenne il 50% dei punti, ma un inesorabile divieto medico lo costrinse a rinunciare all’attività agonistica.

Si spense nella sua amata città natale il 9 settembre 1952.