La sfida Venezia - Trieste nel 1925

Le prime sfide fra Venezia e Trieste: 1925

Venezia - Domenica 19 aprile u.s. ebbe luogo nel salone dell’Hôtel Lido l’annunciato incontro fra i Circoli Scacchistici di Venezia e Trieste, La vittoria arrise alla squadra del C.S. di Venezia con 7 punti contro 5. […]” (Da L’Italia Scacchistica, aprile1925)

Venezia

Il 30 (sic!) aprile ebbe luogo la sfida Venezia – Trieste che si è giocata in un salone del Grand Hotel Lido, gentilmente concesso dalla Compagnia Italiana dei Grandi Alberghi, fra 12 giocatori della Società Scacchistica Triestina e altrettanti del Circolo Scacchistico Veneziano. La lotta si è svolta alla presenza di numerosi invitati e amatori convenuti a Venezia dalle città del Veneto e dall’Emilia. Erano rappresentati il Prefetto e il Questore.

Il gioco non si è protratto con eguale lunghezza su tutte le dodici scacchiere. Ciò fu dovuto anche alla diversa composizione delle due squadre; più omogenea quella triestina, formata da 12 giocatori non separati tra di loro da eccessivo dislivello di classe: più brillante di forti individualità quella veneziana, e quindi più diseguale.

Così, dopo appena due ore, le sorti della sfida parevano compromesse per i Veneziani; gli ultimi tre giocatori avevano già perduto, e incerto appariva l’esito delle altre partite. Ma poi la classe dei veneziani si affermò con la prima vittoria, ottenuta da Rottigli, cui seguirono quelle di Mario Monticelli, Hellmann, Lessana; verso le 19 i veneziani, con le ultime partite, vinte da Szabados e Stalda, colgono l’agognato successo. […]

Dopo la sfida in una riunione dei rappresentanti dei Circoli, sono state gettate le basi di una Lega fra i Circoli stessi, in seno alla Federazione scacchistica Italiana; la lega si chiamerà Nord – Orientale. I giuocatori triestini, che sono ripartiti la sera stessa, hanno preso commiato con cavalleresca cordialità, promettendo di ricambiare l’accoglienza a Trieste nell’incontro di rivincita che avrà luogo forse entro il corrente anno. (Da L’Alfiere di Re aprile 1925)

“Trieste - Domenica 8 novembre ha avuto luogo presso la Società Scacchistica Triestina la gara di rivincita fra la Società Scacc. di Venezia e quella di Trieste. Il primo incontro che fu giocato il 19 Aprile u.s. al Lido terminò con la vittoria dei veneziani con 7 a 5. Questa volta il resultato fu pari: si deve però notare che una partita fu perduta dai Veneziani a forfait, essendo mancato un giocatore, sui dodici stabiliti per squadra. Un’altra partita fu pure perduta da un giocatore veneziano per avere oltrepassato il tempo massimo mentre aveva raggiunto una posizione di vittoria. […]” (Da L’Italia Scacchistica, dicembre1925)

TRIESTE – Il nuovo incontro fra i giocatori Triestini e Veneziani si è avuto questa volta a Trieste. I veneziani, mentre nell’aprile scorso vinsero per sette punti contro cinque, nell’odierno scontro fecero match nullo: sei contro sei. […] L’ospitalità della Società Scacchistica Triestina è stata veramente signorile e superiore ad ogni elogio.” (Da L’Alfiere di Re dicembre 1925)

Grand Hotel “Lido”: Lido di Venezia, 19 aprile 1925

Venezia

Trieste

7 - 5

Luigi Miliani

Benno de Alimonda

½ - ½

Eugenio Szabados

Giusto Sardos

1 - 0

Ernesto Hellmann

Romeo Ferrari

1 - 0

Mario Monticelli

Giulio de Nardo

1 - 0

Giuseppe Stalda

Paride De Rin

1 - 0

Giovanni Rottigni

Giuseppe Bezeg

1 - 0

Mario P. Lessana

Guido Heiland

1 - 0

Giuseppe Salviati

Vittorio Buda

0 - 1

Emilio Pontini

Giuseppe Gasperi

½ - ½

Gaetano Foffano

Giulio Hreglich

0 - 1

Martino Milani

Placido Orlando

0 - 1

Arturo Corso

Giovanni Adamich

0 - 1

Mario Monticelli - Giulio De Nardo (Difesa Indiana di Re - E64)

1.d4 Cf6 2.Cf3 g6 3.c4 Ag7 4.g3 d6 5.Ag2 O-O 6.O-O Cbd7 (Era meglio giocare subito 6…c5 e su 7.d5 sviluppare il Cavallo in a6) 7.Cc3 c5 8.d5 Cb6?! (Un seguito passivo) 9.Dd3 Ad7 10.Ad2 Dc8 11.Tfe1 Te8 12.a4 Ah3 13.Ah1 (Giustamente il Bianco, in vantaggio di spazio, non permette il cambio dell’Alfiere) 13…h6 14.b3 Cbd7 15.Tad1 Af5? (Perde un altro prezioso tempo) 16.e4 Ag4 17.Tb1 Axf3 18.Dxf3 Ce5 19.De2 Rh7 (Il Bianco è ormai pronto per lanciare la decisiva offensiva centrale) 20.f4 Ced7 21.e5 Cg8 22.e6 fxe6 23.dxe6 Cb8 24.Ae4 Ad4+ 25.Rh1 Cf6 26.f5 Cxe4 27.fxg6+ Rg7 28.Dxe4 Cc6 29.Df4 e il Nero abbandonò (Tempo impiegato: Bianco: 1 ora e 41 minuti; Nero: 1 ora e 41 minuti).

Paride De Rin – Giuseppe Stalda (Partita Spagnola - C92; “L’Alfiere di Re” 1925)

1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5 a6 4.Aa4 Cf6 5.0–0 Ae7 6.Te1 b5 7.Ab3 d6 8.h3 0–0 9.c3 Ca5 10.d3 (Migliore 10.Ac2 seguita da 11.d4 tanto più che si era giocato 8.h3, che si riduce ora ad una pura perdita di tempo) 10…Cxb3 11.axb3 c5 12.Cbd2 Ab7 13.Cf1 Dc7 14.Cg3 Tfe8 15.Cf5 Af8 16.Ag5 Te6 17.Ah4 h6 18.Ag3 g6 19.Ce3 Ch5 20.Ah2 Cf4?! (Forse l’unico tratto debole del Nero. Con esso si perde il vantaggio dei due Alfieri, si dà al Bianco il possesso della linea e ed una migliore posizione per il finale. Migliore 20...Ag7) 21.c4? (Il Bianco si lascia sfuggire la continuazione per venire in vantaggio: 21.Axf4 exf4 22.Cd5! Axd5 23.exd5 Te7 24.Dd2 Db7 25.c4 bxc4 26.bxc4 seguita dalla spinta del pedone a d4. La debole mossa del Bianco dà modo al Nero di bloccare il lato di Donna e spingere l’attacco sul lato di Re) 21...b4! 22.Dd2 (Ancora era meglio 22.Axf4, per quanto dopo i cambi l’Alfiere nero a g7 avrebbe dominato la diagonale e il Bianco avrebbe dovuto badare alla difesa del pedone b2) 22...g5 23.Cf5 Tg6 24.Rh1 Ac8 25.Cg3 f6 26.Cg1 Dh7 27.Cf5! (Ben giocato! Il Cavallo non può essere preso per 27...Axf5? 28.exf5 Tg7 29.g3 Ch5 30.De2! g4 31.hxg4 e il Cavallo è perduto. Le successive mosse sono interessanti e tendono a sostenere, da parte del Bianco, ed a scalzare, da parte del Nero, il Cf5) 27…h5 28.h4 Ce6! 29.Ce2 Cg7 30.Ceg3 gxh4! 31.Cxh4 Tg4 32.Cf3 h4 33.Cf1 h3 34.g3 Dh5! (Molto ben giocato. S’impedisce 35.Ce3 e si costringe il Bianco ad indebolire l’ala di Re; difatti se 35.Ce3 Txe4! 36.dxe4 Dxf3+ 37.Rg1 Dxe4 seguita da Ab7 o Cf5) 35.Cg1 Ce6 36.f3 Tg6 37.Dd1 Cd4 38.g4 Dh7 39.Ag3 Ah6 (Decisivo. Se 40.Cxh3 Ad2! 41.Dxd2 Cxf3 ecc. e se 40.Ch2 f5! ecc.) 40.Rh2 Af4 41.Tb1 (Oramai la partita è perduta) 41…Ta7 42.Axf4 exf4 43.Dd2 Dh4! 44.Rh1 Axg4! 45.fxg4 Dxg4 46.Ce3 fxe3 47.Dh2 Dg2+ 48.Dxg2 hxg2+ 49.Rh2 Th7+ 50.Ch3 Cf3 matto.

Società Scacchistica Triestina: Trieste, 8 novembre 1925

 

Trieste

Venezia

6 - 6

Leone Singer

Luigi Miliani

0 - 1

Benno de Alimonda

Mario Monticelli

0 - 1

Romeo Ferrari

Ernesto Hellmann

1 - 0

Giusto Sardos

Eugenio Szabados

½ - ½

Paride De Rin

Giuseppe Stalda

0 - 1

Giulio de Nardo

Giuseppe Visentini

½ - ½

Vittorio Buda

Giuseppe Salviati

1 - 0

Guglielmo Lipschütz

Domenico Postpischl

1 - 0

Edvino Degner

Emilio Pontini

1 - 0

Guido Heiland

Arturo Corso

0 - 1

Giulio Hreglich

Gaetano Foffano

0 - 1

forfeit

1 – 0

Luigi Miliani – Leone Singer

Bianco: Rf3, Te4, Ad3, Pa4, c2, f5, g5, h4. Nero: Re7, Td7, Ad4, Pa5, c6, e5, f6, g7

“La posizione si verificò alla 38a mossa del Nero, nella partita dell’incontro a squadre Trieste – Venezia che ha avuto luogo a Trieste l’8 novembre 1925.

I componenti le due squadre ritenevano in via assoluta che la posizione non potesse condurre altro che alla patta, il che avrebbe portato la squadra triestina alla vittoria. Il conducente del Bianco intravide invece la possibilità di vittoria proprio perché gli Alfieri sono di colore differente e la squadra veneziana pareggiò l’incontro 6 a 6. Ecco la non breve né facile continuazione:

39.Tg4 Rf8 40.Ac4! Td6 41.Ae6! fxg5! 42.hxg5 g6! 43.Th4 gxf5 44.Axf5 Ab2 45.Th8+ Rg7 46.Tb8 Ac3 47.Tb7+ Rg8 48.Ae4 Ad2 49.Rg4 Td4 50.Rf5 Txa4! 51.Axc6 Tb4 52.Td7! Td4 53.Ad5+ Rf8 54.g6! Ah6 55.Re6! Td2 56.g7+! Rg8! 57.Rf6+ Txd5 58.Txd5 Axg7+ 59.Rg6 e4 60.Txa5 e3 61.Ta8+ Af8 62.Te8 e il Nero abbandonò.”

NOTE A MARGINE

Il finale della partita Miliani – Singer è tratto, note comprese, dalle pagine 533 e 534 di: Luigi Miliani Il gioco degli scacchi, settima edizione rifatta e notevolmente aumentata a cura del dott. Giorgio Miliani, Ulrico Hoepli Editore, Milano 1954.

Poiché questo interessante finale non compare nelle precedenti edizioni del manuale, si deduce che fu aggiunto dal maestro Giorgio Miliani, figlio di Luigi.

Il testo della partita Monticelli – De Nardo, compresi i tempi di riflessione, proviene dalle carte del lascito Monticelli, conservate nella Biblioteca della F.S.I.

Gli incontri Venezia – Trieste del 1925, non furono soltanto i primi incontri a squadre fra i due centri scacchistici più forti delle Tre Venezie, ma anche i primi incontri disputati da squadre veneziane con squadre di altre città.

Il pareggio di Trieste nell’incontro di ritorno fu ottenuto solo grazie a una vittoria per forfeit in ultima scacchiera: un’osservanza così scrupolosa degli accordi presi per lo svolgimento dei due incontri, significa che il confronto scacchistico fra le due città capoluogo del Veneto e della Venezia Giulia, era ritenuto davvero importante da ambo le parti.

Interessanti anche i cambiamenti nelle formazioni e nell’ordine delle scacchiere delle due squadre.

A Venezia non aveva potuto giocare il maestro Leone Singer, presente invece nell’incontro di ritorno, mentre in entrambi gli incontri mancò Cornelio Horn, vincitore con 8 punti su 9 del torneo “Principale” del 1° campionato italiano, svoltosi a Livorno nel 1921, dove il giocatore triestino aveva conquistato il titolo di maestro.

I veneziani riconfermarono le prime sei scacchiere che, dopo il ritiro di Carlo Salvioli (nel 1925 aveva già compiuto 76 anni), rappresentavano i giocatori più forti della Serenissima. Tuttavia fu cambiato l’ordine sulle prime scacchiere.

Come mai? Perché fra il primo e il secondo incontro si era svolto a Bologna un torneo magistrale internazionale. Ecco la classifica finale di questa gara, la prima, ma anche l’ultima, competizione internazionale promossa dalla Lega Scacchistica dell’Italia Centrale[1].

Bologna, 13 – 27 settembre 1925

1° Mario Monticelli (VE) 12½; 2° Stefano Rosselli del Turco (FI) 11; 3° Adolf Seitz (Germania) 10½; 4° Antonio Sacconi (Roma) 9½; 5° Michele Szigeti (Ungheria) 9; 6° Alberto Rastrelli (FI) 8; 7°-8° Giovanni Cenni (BO), Julius Patay de Bay (Ungheria) 7½; 9°-10° Gastone Bernheimer (LI), Remo Calapso (ME) 7; 11° Anton Böhm (Germania) 6½; 12°-13° Ernesto Hellmann (VE), Ugo Calà (CT) 6; 14° Gaetano del Pezzo (NA) 5½; 15° Raffaello Foraboschi (LI) 4; 16° Carlo Guarini (NA) 2½.

 

Va notato anche il passaggio di Hellmann in terza scacchiera, davanti a Eugenio Szabados, che a Bologna non aveva giocato.

Hellmann perse contro il medesimo avversario con il quale aveva vinto nell’incontro di Venezia: forse fu proprio lui lo sconfitto in posizione vincente per aver superato il tempo di riflessione.

Infine è sorprendente la differenza fra i risultati nelle prime sei scacchiere, 9½ a 2½ per i veneziani, con il risultato quasi rovesciato, 2½ a 8½, nelle seconde sei.

Quali le probabili cause? Certamente una maggiore presenza fra i lagunari di elementi di punta: i primi cinque veneziani erano, o sarebbero presto diventati, fra i migliori giocatori italiani.

Di contro l’esistenza a Trieste di un notevole numero di forti amatori, che giocavano poco o nulla a livello nazionale. Infine, forse, l’arretramento di scacchiera di qualche ottima “lama” a fare punti. Per esempio Vittorio Buda, giocatore di cui, ancora negli anni sessanta del secolo scorso, il ricordo non era sbiadito.

Antonio Rosino, Venezia 2007


[1] La Lega dell’Italia Centrale fu soppressa qualche tempo dopo e anche della Lega Nord Orientale non si sentì più parlare. Miliani non era certo contrario alla fondazione di questa lega, dato che aveva partecipato alla discussione sulla questione. Più probabile che l’abolizione di ogni tentativo di mantenere o formare organi decentrati dell’A.S.I. fosse un risultato del centralismo in auge durante il progressivo consolidamento della dittatura fascista (D’altra parte anche il cambiamento del nome da F.S.I. ad A.S.I. fu un effetto del fascismo, che non amava il termine federazione).



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