Scacchi a Venezia Chess in Venice Schach im Venedig Шахматы в Венеции
     

Sviluppo e prime competizioni

Il Circolo si caratterizzò subito per una vita associativa molto viva (le serate alla pizzeria Vesuvio nel Ghetto erano proverbiali), per una serie di ben riusciti corsi di scacchi al Circolo e nelle scuole veneziane, per le piccole simultanee, seguite dallo studio delle partite giocate, per le analisi collettive delle partite giocate nei tornei, per la formazione di una biblioteca sociale ben fornita.

Molte furono anche le simultanee di propaganda nelle feste popolari e della stampa democratica, ma non mancarono simultanee di più alto livello con grandi maestri e maestri internazionali. Fra gli ospiti del Circolo nei primi anni vi furono i g.m. sovietici Jury Balashov ed Evgeny Vasjukov, il g.m. inglese Raymond Keene, che assieme alla simultanea tenne una conferenza sulla "English Chess Explosion", il m.i, e più volte campione d'Italia Bela Toth e il m.i. belgradese Sinisa Joksić, in seguito campione europeo seniores, che tenne anche dei corsi di perfezionamento per giocatori di Prima nazionale.

Nei primi anni di vita il Circolo era affiliato all'ARCI Scacchi e non alla FSI. I soci interessati all'attività federale si tesseravano attraverso il Circolo San Marco, ormai ospitato nella sede al DLF, che qualche anno dopo si sciolse all'interno del Canal.

La prima apparizione di una squadra del Circolo in una competizione fu al 17° campionato italiano della FSI a Castelvecchio Pascoli dal 29 ottobre al 2 novembre 1977. La squadra del "San Marco" composta da Antonio Rosino, Luigi Santolini, Antonio Zambon e Maurizio Pinton si piazzò 11. su 16 in serie A con 2,5 punti su 6 di squadra e 12 su 24 individuali.

Un risultato più che buono per un maestro, due candidati e una prima nazionale: tre pareggi con il "Centurini" di Genova, con l'Accademia Reggiana e con la Triestina e la vittoria sui milanesi dell'Orione avevano compensato le sconfitte con Bari e il Mediolanum. Per la cronaca il campionato era stato vinto dal Banco di Roma con Tatai, Mariotti, Zichichi, Passerotti, Coppini e Valenti, sul Mediolanum di Toth, Messa, Natalucci, Braunberger e Castiglioni.

Al risultato di squadra si aggiunse il clamoroso successo di Antonio Rosino che, con 5 punti in sei partite, ottenne il miglior risultato individuale in prima scacchiera. Era una rivincita: nella settimana precedente era terminato il campionato italiano individuale vinto da Tatai davanti a Mariotti, Trabattoni e Toth, valido per l'ammissione al torneo zonale di campionato del mondo e il maestro veneziano, che pure aveva diritto di giocare, non era stato invitato.

Il suo risultato nel campionato a squadre era stato avvicinato, con 4 su 5 (più una vittoria a forfeit all’ultimo turno) da Daniele Taruffi, ma il giovane maestro bolognese non aveva giocato né con lui, né con Toth, Paoli e Cosulich. Invece il campione italiano in carica Stefano Tatai, che aveva perso con Toth e pattato con Cosulich, aveva ottenuto solo 3,5 punti, come lo spezzino Albano; Roberto Cosulich con tre patte (Tatai, Rosino e Toth) lo aveva superato, come il milanese Bela Toth, con 4,5; Roberto Olivotto ne aveva ottenuti 3, Enrico Paoli, Stuart Wagman e Carlo Micheli solo 2,5.

La nostra prima scacchiera invece, aveva pareggiato con Cosulich e Olivotto e vinto il giorno del turno doppio al mattino con Toth e al pomeriggio con Paoli.

In dicembre la squadra del Circolo, rinforzata dal c.m. Luigi Mondini al posto di Maurizio Pinton vinse a Reggio Emilia il campionato nazionale dell'ARCI Scacchi, precedendo il DLF di Bologna e il Rapid di Parma e confermandosi come la più viva realtà associativa dell'ARCI scacchi.

A confermare che il Circolo aveva anche dei buoni rincalzi venne il secondo posto in Serie B con una squadra composta da due promettenti giovani alle prime due scacchiere, Roberto Pastres e Moreno Busato, e due veterani, Giorgo Nardo e Mario Baldo, provenienti dalla vecchia guardia del circolo San Marco.